Sia dato credito all'invisibile Prose e saggi
 Venezia, Marsilio, 2000

Scritto negli ultimi nove anni del Novecento, alla fine di un tempo che ha avuto come valori centrali la visibilità e l'apparenza, il libro riapre una linea di credito con l'invisibile. Perché l'invisibile è il fondamento dell'arte e della memoria (le reliquie architettoniche, i nostri antenati o i poeti del passato). Ed è l'invisibile che ci mostra in tutta la sua concretezza ed evidenza il visibile, il reale vero. Il filo conduttore è il pellegrinaggio ad alcuni luoghi della poesia, autori o pensieri come interlocutori immaginari di un dialogo appassionato ed "estremo" che non concede ulteriori proroghe novecentesche. 
Al lettore sono offerte le tappe più diverse, dalla lettura di poeti come Orazio, Petrarca e Leopardi al "rito silenzioso" sulla tomba di John Keats al Cimitero degli Inglesi a Roma. Dalla riscoperta della nuova Roma del Giubileo alla pittura come visibile parlare. Da scorci autobiografici sulla campagna dell'Italia centrale negli anni cinquanta alla Roma dei poeti negli anni ottanta. Dall'incontro con Elsa Morante ad alcuni ritratti di bambini o di figure amiche come Paolo Prestigiacomo. Dall'ardito accostamento di Caravaggio a Pasolini ad alcuni pensieri sulla dignità, la delicatezza e l'urgenza della lode. Da alcune occasioni, come l'apertura della Domus Aurea, alla descrizione di "cose" come l'aratro, la croce o la bilancia un tempo appartenenti al mondo contadino. Il risultato di questa singolare milizia dell'autrice nella poesia degli ultimi vent'anni è un involontario ritratto non solo di un percorso letterario, ma di una intera generazione.