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da
E'
nato un bimbo
Il
bimbo è anche come un piccolo dio della casa. Come i Penati, gli dei che la
tradizione dice portati da Enea in Italia e poi pienamente adottati dai Romani,
anche lui è un garante della casa, della sua feconda intimità e del suo
nutrimento spirituale. E, come i Lari, sovraintende al focolare domestico.
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A
sei o sette mesi ha l'aspetto florido e sano del bambino in braccio alle Madonne
del nostro Rinascimento. Sembra un Bellini. Dritto e terrestre, come in un
Bellini che ho visto recentemente a Venezia, si tiene ben fermo sulle ginocchia
della madre, la linea delicatamente convessa dell'addome che, incrociando la
piega arcuata dell'anca, finisce sulle sue piccole nudità.
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Nelle
azioni tenaci e alacri da lui compiute durante la giornata c'è qualcosa che
ricorda l'umile lavoro dei contadini o delle api oppure la celebrazione di una
cerimonia religiosa.
La
superbia della conoscenza non lo riguarda. Docile, accoglie i doni della realtà
unicamente come sfumature di un ordine superiore di cui si sente con estrema
tranquillità di far parte. A ben vedere, lui che essendo bambino sembrerebbe
tra gli esseri il più debole, ha invece la forza segreta di un santo o
semplicemente di un saggio.
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Giulia
non lo sapeva ancora, quando si diffuse la notizia di un incendio nella sala
operativa del quarto blocco del reattore di un paese dell'Europa orientale,
Chernobyl. Favorita dal vento, la radioattività si diffondeva dalla zona
dell'esplosione in tutta Europa... Quando Giulia scoprì il suo stato, i
giornali spiegavano quanto tempo un embrione nel grembo materno dovrebbe essere
esposto alle sostanze radioattive per essere danneggiato. I rischi, in quel
momento, c'erano.
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Chissà
se il concepimento avvenne mentre spirava da settentrione il vento di Borea che,
secondo Esiodo, produce maschi.
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Il
suo corpo inoltre reca i segni di una memoria fisiognomica. La sua fronte, il
suo naso, le sue guance combaciano con i tratti del corteo di antenati
attraverso i quali si moltiplica e cresce. Nella profondità della sua mente e
del suo corpo, echeggiano come in una caverna le voci di tutti i morti che
appartengono al suo io alla sua
stirpe. Come al termine di un percorso che un giorno ricomincerà, lui è il
discendente di una antica gens romana
con relazioni parentali etrusche, venete e longobarde.
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La
sua iniziazione è un evento che si consumerà alla fine di questo nuovo
decennio. L'ingresso nell'età virile che i Greci e i Romani celebravano con una
saga onorifica e coincideva con la pubertà, intorno ai tredici anni, avverrà
alla soglia proprio del nuovo millennio.
All'inizio
del terzo millennio lui, il bimbo, come vuole la natura, sarà un uomo.