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Mirella Appiotti, Gabriella Sica, poesia come vita, "La Stampa ttl", 23-9-2000
Gabriella Sica, poesia come vita. E' quanto ci darà il collage di prose e saggi su mondi, luoghi, personaggi del '900 che la poetessa di La parola ritrovata pubblica tra poco da Marsilio con un titolo tra innocenza e mistero Sia dato credito all'invisibile, perché "l'invisibile è il fondamento dell'arte e della memoria...è l'invisibile che ci mostra in tutta la sua concretezza ed evidenza il visibile...
Alberto Cappi, La biblioteca di Writer, "La Voce di Mantova", 19-10-2000
...Di fronte alla moda dell'evidente qui si propone la categoria dell'invisibile. Come in Antonella Anedda il discorso è di saggistica in narrazione e creativa. Non a caso i poeti abitano il volume: da Orazio a Leopardi a Pasolini; non a caso lo stile dell'autrice è visitato dal potere del poetico. Ritratto di un percorso letterario, pensosità nella poesia, sfoglia le veline uno spirito inquieto ed elegante. Al lettore il piacere di scoprire da dove spira..
Andrea Di Consoli, Sia dato credito all'invisibile di Gabriella Sica. Gli amici che leggevano Pascoli e Petrarca, "L'Avanti!", 29-10-2000
...Sulla poetessa Gabriella Sica, a questo punto, conviene dire alcune cose; per esempio che è, attualmente, la più motivata a proporre un "discorso" forte, e che, fra tutte le donne, è la più coraggiosa nell'andare controcorrente. La contraddizione di questa poetessa è quella di chi è costretto a fare battaglie per professare la pace o, detto altrimenti, di fare dell'antideologia una ideologia... La ...la nostra posizione non ci impedisce di dire che questo libro è bellissimo, scritto con una chiarezza più unica che rara, e che bellissime sono le pagine su Orazio, Leopardi, Lorca, Morante, Keats, Campo, Prestigiacomo, Austen, ecc. A Gabriella Sica, riconoscendole un lavoro coerente e temerario ( chi non ricorda La PArola ritrovata, vero spartiacque nel dibattito degli ultimi anni?), prestiamo attenzione con la stessa umiltà che lei ci va insegnando da anni, almeno dal 1977.
Giuseppe Recifina, Sia dato credito all'invisibile I tesori naturali della Tuscia nel libro di Gabriella Sica, "Corriere di Viterbo e della provincia", 5 novembre 2000
"Sono gli anni Cinquanta, nell'Alto Lazio, al tempo della mia infanzia.
Grandi campi di grano, ordinati filari di vigneti, ai lati le querce e i
castagni e sopra il cielo azzurro.
La terra coi fasci di grano e i covoni di fieno. I terreni arati e i boschi con
i funghi tra le foglie e la terra. Il latte appena munto nel secchio e subito
bevuto, l'uva pigiata con i piedi e il rito annuale, quasi sacrificale alla
maniera degli egiziani dell'uccisione del maiale". Così nel capitolo La
natura, l'aratro e il verso del volume Sia
dato credito all'invisibile edito
da Marsilio, in questi giorni in libreria, Gabriella Sica descrive il Viterbese,
terra dalla quale proviene. Nata a
Viterbo, Gabriella Sica vive a Roma da quando aveva dieci anni...Il filo che
lega i vari capitoli è il pellegrinaggio ai luoghi della poesia...Ma ci sono
anche elementi fortemente autobiografici e cronache degli incontri con vari
poeti, con la scrittrice Elsa Morante e con amici. L'intera opera è pervasa dalla costante ricerca della
collocazione dell'invisibile, ma è anche uno spaccato della poesia italiana del
Novecento, una testimonianza delle aspirazioni, delle esaltazioni e delle
titubanze di un'intera generazione alla ricerca di spazi dove poter collocare
gli elementi concreti della lirica contemporanea...Ma è, come dicevamo
all'inizio, il capitolo La natura,
l'aratro e il verso
Sia dato credito alla poesia, "L'Avvenire", 21-11-2000

Cecilia Gatto Trocchi, Il riscatto dal nichilismo. Sica, nella poesia lo spazio dell’etica, “Il Tempo”, 18 marzo, 2001
“Il tempo moderno ha consacrato lo spirito laico. Ma è stato il trionfo delle illusioni. Il moderno presume di fondarsi sulla ragione critica, ma crea miti e utopie”. Chi parla non è una scienziata sociale o un’opinionista di grido, ma una poetessa. IL coraggio del poeta è il coraggio di Gabriella Sica: “ La poesia è lo spazio dell’etica”. L’ethos è la dimora spirituale dell’uomo che dà senso alle nostre peregrinazioni fino alla meta, che, come per Enea, è il sogno della città ideale. La poesia è sempre civile, votata alla comunità, alla polis nel senso più alto, faro di civiltà, e non è, secondo la moda attuale, l’esasperazione del soggettivismo nichilista che non ha nulla da dire e che non interessa nessuno…
Il viaggio che Gabriella Sica propone con il suo testo è un viaggio per mare e per terra nei luoghi della poesia, negli spazi invisibili dell’ispirazione e della civiltà. Nella vera arte condivisa dall’intera comunità e non appannaggio di critici contorsionisti si vede incarnare la definizione greca, ripresa da Tommaso d’Aquino secondo la quale “l’arte imita la natura”. Nel senso che come la natura guidata dalla mano di Dio fa nascere fiori, animali e sorgenti, così l’artista, spinto dalla stessa mano, crea poemi, affreschi e sculture….
Oggi vati fasulli, cannibali o nichilisti che siano vogliono farci credere che il fine dell’essere è il nulla. Gabriella Sica si fa carico della drammaticità dei nostri tempi…