22 agosto 1946, appena finita  la guerra.      
Felicetta ha vent'anni, in un braccio sostiene un
mazzo di gigli bianchi, con l'altro braccio già    
si appoggia ad Antonio, che ha trentasei anni, 
ne, nella sua divisa militare, sembra precederla.
Sono sul sagrato della chiesa della Madonna 
del Soccorso di Cura a Vetralla, un paesino
del viterbese. Accanto a Felicetta, ci sono,
protettivi, i cugini Lina e Cesare. Una bambina,   
vestita da paggetto, vuole allontanarsi.