Gruppo di famiglia, quasi spartito tra la parte maschile e la parte femminile, ma compatto  la bambina il fiocco ardito in testa, la borsa e la camicetta.  Il padre guarda generosamente l’obbiettivo, spavaldo ed elegante, è il più forte. La madre ha un bellissimo abito di seta ramato e plissettato e una nobile pettinatura tipicamente anni Cinquanta, ma pare quasi ritirarsi con un accenno di spavento,  leggermente appoggiata al marito e un po’ dietro la figlia che pure accoglie. La bambina ha poco più di sei anni e la testa piegata, come tenderà a fare sempre, i capelli sono già un po’ lunghi, come amerà tenerli, guarda in basso, pudica e già malinconica, pare cercare un punto d’appoggio. Il bambino con il suo pagliaccetto, non ha ancora due anni, ma recalcitra, guarda altrove, tende già a una linea di fuga.  Sono sulla panchina di un misero giardinetto vicino alla stazione di Orte dove abitano da poco. A pochi metri c’è il giornalaio della stazione, il primo meraviglioso antro di scoperta e di lettura della bambina.